Gigione: folclore, genuinita e kitch, la ricetta di un successo senza eguali.
Chi di voi non ha mai ascoltato “La Campagnola” o “ Te si mangiat stà Banana” ?
Canzoni ultra decennali che sono ancora tutti oggi sulle cresta dell’onda e che tutti o quasi conoscono proprio come le più belle e classiche hits.Inni del trash o semplicemente motivetti semplici e allegri che senza pretese hanno superato le crisi musicali ed il tempo e sempre più prepotentemente hanno scalato le classifiche ideologiche della simpatia. Gigione è probabilmente il principale protagonista di questa fascia di ”Cantautori” che sfruttando il loro carisma e la loro bravura nel descrivere in veste folkoral-pop le vicissitudini e le location della vita quotidiana, hanno inciso motivetti semplici, orecchiabili che a volte sono al limite dell’osceno.Il successo di pubblico e le numerose presenze da parte dei sempre più numerosi fans fanno si che le loro performance siano sempre più numerose.I concerti di piazza, le cene spettacolo e le sagre sono il suo habitat naturale, dove la semplicità e la genuinità la fanno da padrona. Quindi più che emblema del trash Gigione va visto come emblema o meglio come Paladino della genuinità ormai scomparsa. E’ sicuramente da preferire dai vari ragazzacci scapestrati del momento che con la presunzione di essere cantanti seppur neo-melodici ci riempiono di nauseabondi rime talvolta senza senso.I vari Alessio, Raffaello, Enzo Ailardi e altri… sono sempre più idoli delle ragazzine di quartiere e di provincialotte di basso ceto, che oltre ad apprezzare le discutibili canzoni, vedono in loro i sex-simbols del momento, che con un monotematico abbigliamento composto da cresta incerata e camicia rigorosamente aperta ad altezza ombellico con catena stile pastore tedesco e jeans strappato. Allora la considerazione da fare è una sola :
meglio la volgarità dei versi dei nuovi Leonardo Di Caprio di quartiere che si atteggiano a vocalist o l’irriverente simpatia di una super simpatico Gigione che con un mix di versi da balera e di inni di goia e di simpatia che qualche volta sfiorano pure la barriere della volgarità, ma non hanno la pretesa di piacere a tutti.